9 giorni in Marocco: il paesaggio che cambia
On the road tra città imperiali, deserto e paesaggi sconfinati
VIAGGETTI E VIAGGIONI
4/17/20269 min leggere
Giorno 1 – Marrakech
Il viaggio inizia a capodanno a Marrakech.
Ci siamo subito immersi nell'atmosfera della medina (cittá vecchia) e dei suq della cittá.
L'impatto é stato deciso: tanto caos, voci, turisti e motorini che sfrecciano senza curarsi molto dei pedoni. Bisogna prendere un attimo confidenza con l'ambiente circostante per non sentirsi sopraffatti dai tanti stimoli.
Abbiamo visitato la zona della Moschea Koutubia all'ora del tramonto, possono accedere solo i musulmani ma noi ci siamo diretti in quella zona quando abbiamo sentito il canto del Muezzin ed é stato bello trovarsi lí mentre tutti i fedeli raggiungevano la moschea per la preghiera del giorno. La piazza Jma Efna si trova lí vicino quindi abbiamo visitato anche quella, é molto vasta e anche qui spesso non si sa dove guardare vista la confusione, ma forse il suo bello é proprio questo. Abbiamo cenato da Titrite un locale di cibo marocchino non turistico trovato sul momento e poi siamo tornati in piazza a bere qualcosa. Districarsi nella medina il primo giorno non é stato semplice, la sera chiudono alcune strade e Google maps non funziona a dovere. Se si é soli consiglio di cercare di memorizzare dei punti di riferimento e, soprattutto se é notte e siete in vicoli isolati, non va data retta a locali che si offrono di condurvi dalla parte giusta, vanno ignorati sin dall'inizio rifiutando gentilmente, a noi é successo ma il nostro riad ci aveva avvisato che poi spesso chiedono insistentemente soldi e quindi li abbiamo evitati ed abbiamo continuato a cercare la nostra strada anche se per un po’ ci sono venuti dietro. Noi abbiamo alloggiato nel quartiere Arset Ihri al Riad Asrari che consiglio.
Giorno 2 – Marrakech
Svegliarsi col silenzio e l'alba in un Riad é veramente una bella esperienza, specie in questa cittá che si sveglia piuttosto tardi.
In mattinata nel quartiere Mouassine abbiamo visitato Le Jardin Secret (10€), uno dei palazzi piú grandi e antichi della medina. Un luogo di pace assoluta che é una testimonianza storica degli impianti idrici che arricchivano i riad e giardini arabi. Suddiviso in due giardini: uno islamico pieno di piante di agrumi e ulivi ed uno esotico.
La seconda tappa del giorno é la Madrasa di Ben Youssef. La madrasa è un'antica scuola coranica e quella di Ben Youssef, con le sue 130 stanze, il bellissimo cortile interno, é la piú più grande del Marocco. L’architettura è caratterizzata da un mix che quasi sempre si ritrova negli edifici marocchini: stucco, legno di cedro e zellij (piastrelle di ceramica colorate).
Pranziamo al Nomad un ristorante di cucina marocchina contemporanea/rivisitata, dove godersi un ottimo pranzo sulla terrazza che da sulla piazza del mercato. Il pomeriggio vaghiamo per le vie della medina ed i suq e la sera andiamo a cena a Dar Essalam. Mi era stato consigliato e lo consiglierei a mia volta, la location del ristorante é molto bella, altrettanto il cibo tipico marocchino con un menú fisso (30-40€) e varie opzioni a scelta. La cena é accompagnata da spettacoli con danze tipiche, questo aspetto sicuramente lo rende altamente turistico ma per una serata diversa ci può stare ed il palazzo che lo ospita merita la visita.
Dopo un' esperienza discutibile in taxi (concordate sempre il prezzo prima di salire in auto e considerate che molti sono abusivi e chiederanno molto piú della cifra corretta senza avere il tassametro) che infatti consiglio di sostituire con le app Indrive o Careem torniamo al nostro riad pronti per lasciare la città il mattino seguente.
Giorno 3 - Verso le Gole del Dades
Lasciamo Marrakech mentre albeggia e ci dirigiamo verso le montagne dell'Alto Atlante. Una delle cose che mi ricorderò sempre di questo viaggio sono i paesaggi che cambiano di continuo, in poche ore di auto la trasformazione è incredibile. Lungo il tragitto ci fermiamo in una cooperativa di donne che producono olio d’argan e prodotti a base di olio d’argan, consiglio di cercare luoghi come questo se si vuole acquistare un prodotto davvero autentico e soprattutto sostenere realtà locali a supporto dell’emancipazione femminile. Iniziamo a salire fino a trovarci circondati di neve ed arrivare sulla strada più alta del nord Africa al passo Tizi n’Tichka a 2.205m di altitudine. Se si viaggia in inverno consiglio di verificare prima l’eventuale chiusura del passo, spesso nevica e lo chiudono. Ci fermiamo ad ammirare lo splendido paesaggio e le montagne circostanti per poi proseguire ed iniziare a scendere di nuovo di quota. Il paesaggio torna ad essere desertico fino ad arrivare ad Ait Ben Haddou. Il tragitto per arrivarci è già molto scenico ma arrivati in questo Ksar (insieme di fortezze - Kasbah) patrimonio UNESCO, sembra davvero di essere in un film. Il luogo è molto turistico ma direi imperdibile, abbiamo dedicato un’oretta a perderci tra i vicoli ed arrivare in cima per godere del panorama. Qui son stati girati “Il Gladiatore”, “La mummia”, “Il trono di spade”e qualora dovesse interessare ci sono anche gli Ourzazate studios dove visitare i set cinematografici, a me personalmente è stata descritta da un locale come esperienza molto turistica e male organizzata. Proseguendo sulla storica N9-N10, la cosiddetta “Road of the thousand kasbahs” arriviamo ad Ourzazate che rispetto ad altri paesini incontrati lungo la strada è più grande e strutturato, consiglio a chi avesse tempo la Kasbah Amridil, molto ben conservata e meno turistica di Ait Ben Haddou. Continuiamo il nostro viaggio attraverso la Valle delle Rose, in primavera credo sia uno spettacolo imperdibile e nel paese ci sono negozi e cooperative di ogni genere che producono e vendono prodotti a base di Rosa.
Ormai a pomeriggio inoltrato arriviamo finalmente alle Gole del Dades, le percorriamo in macchina e rimaniamo incantati dalla bellezza che ci circonda, rocce rosse ed arancioni e qualche kasbah che quasi si mimetizza nel paesaggio. Ci spingiamo fino al punto panoramico del Cafe-Restaurant Timzzillite dove ammirare una serpentina di tornanti strettissimi che si snodano in mezzo alla roccia, concludiamo con tappa a le Monkey Pawel e ci dirigiamo al nostro hotel Auberge Tissandrine, atmosfera, accoglienza e cena ottima, il silenzio che si respira addormentandosi all’interno delle Gole è stato unico.
Giorno 4 - Le Gole del Todra e il Deserto di Merzouga
Passiamo per Imider, conosciuto per la più grande miniera d’argento dell’Africa e ci dirigiamo alle Gole del Todra dove, causa vento e pioggia battente, facciamo solo una breve passeggiata e poi perseguiamo il nostro viaggio.
Prima di arrivare nel deserto ci fermiamo a Tinghir, il paese famoso per la produzione di tappeti berberi, riusciamo a visitare una cooperativa dove ci raccontano molto rispetto alla produzione (che può durare mesi) e alla storia di quelle che definirei opere d’arte. Ogni tappeto rappresenta la vita e le emozioni delle donne che ci hanno lavorato, ci sono simboli riguardanti i figli, la vita personale, il deserto e molto altro.
Proseguiamo il viaggio ed arriviamo a Merzouga nel nostro campo tendato Sahara Desert Luxory Camp. Ci accoglie la pioggia che quindi non ci dà modo di godere del tramonto tanto sognato e neanche del cielo stellato tipico delle notti desertiche. Delusione a parte, le Dune sono in ogni caso qualcosa di meraviglioso e sconfinato, specie con i colori dell’alba che fortunatamente non ci ha tradito. Dopo un’ottima colazione internazionale ripartiamo di buon ora perché la tratta della giornata sarà molto lunga con destinazione Fes.
Giorno 5 - Tra paesaggi meravigliosi verso Fes
Il tragitto più lungo parte attraversando la splendida Ziz Valley e prosegue sulla N13, pensavo di aver visto già strade pazzesche ma devo dire che questa è stata la più bella strada panoramica che ricordo del Marocco. Continuiamo sul tragitto con solo qualche veloce stop per ammirare il panorama e tiriamo dritto verso Ifrane, paesino chiamato la “piccola Svizzera” è caratterizzato da verde ed architettura europea. È circondato da un’enorme foresta di cedri e fa parte del Parco Nazionale di Ifrane, già dalla strada, si vedono macachi di barberia che si arrampicano sugli alberi o si avvicinano alle auto. Dopo questa breve sosta tiriamo dritto verso Fes per trascorrere la nostra serata all’interno della Medina.
Giorno 6 - Fes
Fes è la Medina più grande del mondo, più di 9.000 vicoli che formano quello che definirei a tutti gli effetti un labirinto. Avendo solo una giornata a disposizione, abbiamo scelto di trarne il meglio e sfruttare il poco tempo a disposizione con una guida, per me non c’è scelta migliore, le tante informazioni su storia e cultura locale che abbiamo ricevuto sono state impagabili.
Racconto qui cosa abbiamo visto in un giorno a Fes.
Abbiamo alloggiato al Riad Idrissy, ottima posizione ma non lo consiglierei per pulizia e cura, nonostante l’edificio sia molto caratteristico.
Consiglio di trascorrere un pranzo o una cena al Café Clock, un tipico locale legato ai cantastorie dove spesso fanno anche musica dal vivo.
GIorno 7 - Meknes e Casablanca
Partiamo alla volta di una nuova città imperiale fondata nel 1061, Meknes.
Ecco che durante il tragitto il paesaggio si trasforma di nuovo: distese di colline di un verde quasi finto si susseguono guardando fuori dal finestrino, cielo azzurrissimo (finalmente) e nuvole che sembrano disegnate.
Arrivati a Meknes visitiamo il mausoleo di Moulay Ismail situato all'interno della medina, questa è stata l'ultima dimora di uno dei sultani più famosi del Marocco e l'architettura interna lo dimostra con tutto il suo splendore. Finita la visita ci dirigiamo alla famosa Bab Mansour, la più maestosa e famosa tra le porte imperiali del Marocco, completata nel 1732. Le colonne di marmo che ornano i bastioni laterali provengono dalle rovine di Volubilis ed una scritta sulla sommità recita in arabo: "Sono la porta più bella del Marocco. Sono come la luna nel cielo. Proprietà e ricchezza sono iscritte sul mio fronte." Proseguiamo il nostro giro visitando l'ampia piazza El Hedim e perdendoci poi nella Medina, considerata Patrimonio dell'UNESCO. Meknes è veramente spettacolare e si respira un'aria meno turistica delle altre città visitate fino ad ora. Dopo un pranzetto al volo ripartiamo per arrivare a Casablanca nel tardo pomeriggio.
Arrivati a Casablanca facciamo una tappa velocissima in hotel, passiamo per la famosa Piazza Mohammed V caratterizzata da edifici in stile Art Déco e ci dirigiamo con la luce del tramonto alla Moschea di Hassan II, in tutto il suo splendore ed affacciata sull'Oceano Atlantico ci ha regalato un'immagine indimenticabile.
Giorno 8 – Casablanca
Il giorno dopo ci svegliamo presto per la visita guidata della Moschea Hassan II, una delle più grandi del mondo e tra le uniche accessibili ai non musulmani in Marocco.
La Moschea, iniziata nel 1986 ed ultimata nel 1993, è un perfetto mix tra ingegneria moderna e arte marocchina, è stata costruita sull'oceano per volere del Re Hassan II che ha avuto un'ispirazione leggendo alcuni versi del Corano.
Costruita su palafitte di cemento, poco più avanti nell'Oceano è stata costruita anche una diga per frenarne la potenza dell'acqua. Il suo minareto è alto 210m.
Tutto è stato pensato e progettato alla perfezione, la moschea è larga 100m, lunga 200m e alta 65m, tutto per totalizzare il numero 356 come i giorni dell'anno. Lampadari di vetro di Murano, pavimento riscaldato, tetto che si apre per la quando fa troppo caldo. 10.000 artigiani hanno lavorato al progetto e l'edificio può ospitare fino a 25.000 persone all'interno e 80.000 nel cortile. Consiglio di non perdere assolutamente l'occasione di visitare la Moschea sia per il suo splendore, sia per tutte le informazioni interessanti che vengono fornite durante la visita.
Proseguiamo la giornata con una passeggiata sul lungomare nel quartiere La Corniche e poi ci dirigiamo verso il quartiere Habous, la nuova medina, quartiere costruito dai francesi ma in stile marocchino. Qui ci sono vicoli con botteghe, mercatini e artigianato ma l'atmosfera è più ordinata rispetto a quella dei classici suq. Pranziamo benissimo sulla terrazza del ristorante MaQam e proprio lì vicino troviamo un'ottima pasticceria autentica di dolci marocchini (io non li amo ma meritano l'assaggio).
In ultimo consiglio di fare un giro anche nella medina vecchia che sicuramente è meno turistica rispetto a quella di altre città come Marrakech e Fes.
Ci rimettiamo in auto per rientrare a Marrakech in serata dove alloggeremo al riad Palais Calipau all'interno della Kasbah della medina. Consiglio sia il riad che la zona, è molto tranquilla, con tanti locali per cenare e comoda per visitare diversi luoghi di interesse.
Giorno 9 - Marrakech
Il nostro ultimo giorno a Marrakech inizia con la visita dei Giardini Majorelle, da amante e appassionata di cactus non potevo certo perderli. I giardini si trovano a circa una decina di minuti dalla Medina e il biglietto si può fare soltanto online, consiglio di farlo in anticipo perché spesso sono sold out. Rientriamo nella Medina di Marrakech ed andiamo a visitare il Palazzo El Bahia, costruito nel 1860 è uno dei palazzi più importanti di Marrakech, molte delle 150 stanze e dei cortili sono visitabili e lo stile è andaluso-moresco. Noi lo abbiamo trovato molto affollato, probabilmente effettuare la visita la mattina in apertura sarebbe la cosa migliore. Proseguiamo con la visita delle tombe Saadiane, un complesso funerario risalente al 1500 e alla dinastia saadiana. Per secoli sono state dimenticate e riscoperte solo nel 1917 grazie a fotografie aeree. Il mausoleo principale è la sala delle 12 colonne. Facciamo una passeggiata tra i suq di spezie e pranziamo in un locale che stra consiglio, La Famille, cibo buonissimo (non tipico marocchino) e giardino con un’atmosfera amichevole e rilassante. Come ultima visita della nostra giornata abbiamo Palazzo El Badi, anche questo risalente al 1578 e fatto costruire dal sultano per celebrare la sconfitta dei portoghesi, il palazzo era enorme, aveva circa 360 stanze, una piscina e nella parte inferiore (visitabile) c’erano le prigioni. Durante la visita è possibile guardare una video-simulazione di com’era il palazzo un tempo.
Salutiamo Marrakech con una scena piuttosto comica di noi che veniamo letteralmente presi a secchiate d’acqua e strofinati pesantemente durante un Hammam prenotato presso il nostro Riad, non ho termini di paragone quindi non mi sento di sconsigliarlo ma forse farlo in una struttura Hammam (ce ne sono tantissime) potrebbe risultare…più rilassante!
Il Marocco con i suoi mille paesaggi stupendi, la sua natura sconfinata ed il suo caos sono stati un mix di emozioni che lasciano il segno.
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